Orto botanico di Padova

Domenica
24 novembre 2019

La cornice naturale dell’Orto Botanico di Padova ospiterà la II^ edizione del Festival.

Seconda Edizione
Happy Kids - Il Festival del Sorriso

Un evento multidisciplinare pensato per divertire allenando le abilità personali e relazionali, stimolare la curiosità valorizzando buone abitudini di vita: come il mangiare in modo sano, il movimento, allenare il pensare positivo e la creatività.

30 workshop dedicati a bambini e ragazzi si alterneranno per farli divertire ed imparare.

Laboratori di musica, corsi di cucina, laboratori di microscopia, gioca yoga, laboratori di attività motoria con materiali naturali, letture e fiabe animate e laboratorio di disegno. Inoltre, sono previste attività per grandi e piccoli per divertirsi insieme come i giochi in legno di una volta, le sessioni di yoga della risata e il movimento funzionale.

Dopo l’affluenza di più di 500 bambini insieme a nonni e genitori, il Festival del sorriso aumenta le sue proposte e cambia location. La cornice naturale dell’Orto Botanico di Padova ospiterà la II edizione del Festival.

L’iniziativa è promossa ed organizzata dalla Fondazione le Cinque Vie di Giorgio, in collaborazione con la Città della Speranza e con la partnership dell’Orto Botanico.

CONFERENZA 20 NOVEMBRE 2019
Iniziativa collegata alla giornata del Festival del Sorriso 24.11.19

Educare alla felicità: un’attività che inizia da piccoli.

Il 20 novembre ricorre l’anniversario della giornata mondiale per i diritti dei bambini e degli adolescenti. Per celebrare questa giornata è stato individuato come tema ispirante quello della felicità. Felicità come scelta che può essere insegnata ed allenata fin dalla tenera età: come le emozioni, il movimento, la creatività, il contatto con la natura e la corporeità sono legati indissolubilmente tra loro perché i bambini possano crescere felici e diventare persone consapevoli e resilienti.

La partecipazione è gratuita previa iscrizione

"La felicità è qualcosa che si moltiplica quando viene condivisa".
Paolo Coelho

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